LA MILIZIA OSCURA
Un nuovo, temibile Maestro ha vampirizzato un noto boss criminale: riuscirà Harlan ad eliminare entrambi?


TESTI: M. Colombo
DISEGNI: N. Genzianella
COPERTINA: E. Riboldi


Essere onesti costa....e se ne rende conto il poliziotto Bobby Quintana, alle prese co
n il boss colombiano Echeverria trasformato in vampiro da un nuovo, temibile Maestro della Notte: Ixtlàn!
Fortunatamente il nostro "pulotto" può contare su una scorta di eccezione, intervenuta per toglierlo nei grossi pasticci in cui si è cacciato: Harlan Draka e i suoi pards!
In questo albo Colombo mette insieme una storia che mescola le numerose scene d'azione (il lato "tamarro" di Dampyr, come qualcuno ha detto!), con tematiche ben più serie. Tre infatti sono le caratteristiche fondamentali di questo albo, che contribuiscono, e di molto, ad alzare il giudizio globale:
1) Un nuovo Maestro: Ixtlàn. Quando dico "nuovo", non mi riferisco soltanto al fatto che questa sia la sua prima apparizione.  Ixtlàn si differenzia decisamente dai Maestri che lo hanno preceduto, con la significativa eccezione di Vathek (Draka è un Maestro a sè stante). A parte le caratteristiche del personaggio (approfondite più avanti), si può dire che, a partire dal n.21 circa, si sta verficando un profondo cambiamento nella serie: a schemi narrativi più o meno rigidi (del tipo:Caleb dice ad Harlan che nel lugo x c'è un Maestro/nemico/mostro, Harlan parte, trova il suo avversario e lo uccide) stanno subentrando idee decisamente originali, personaggi e nemici dalle mille sfaccettature, trame decisamente più intriganti. Questo sta a significare che da una "presentazione" del personaggio e dei suoi poteri ci si sta addentrando in una serie veramente aperta ad ogni tipo di novità e di evento, come abbiamo potuto constatare con il numero precedente (Harlan che passa dalla parte del Male). Giusto per fare una precisazione: con ciò non voglio dire che i numeri scorsi (specialmente alcuni) non fossero belli, ma che spesso si rifacevano ad uno schema che, alla lunga, sarebbe potuto risultare deleterio. D'altronde, chi non si stuferebbe se, leggendo un giallo, notasse il detective risolvere il caso (quasi) sempre allo stesso modo?
E' anche per questo motivo che l'ultimo Maestro "vecchio-stile" ("ah-ha, eccoti qua, Dampyr! Con quel misero coltello non potrai farmi nulla: ora morirai!"), Vlatna, sapeva un po' di "minestra riscaldata" (siamo sinceri, cosa aveva di diverso da Vurdalak, Gorka e compagnia bella?), a mio parere. Perciò, lunga vita a Ixtlàn e a tutti gli altri Maestri che gli sceneggiatori sapranno proporci!
2) L'ambientazione. Innovazioni della serie a parte, è questo il discriminante principale che permette alla storia di lievitare la sua votazione. Ne parlerò più avanti, alla voce "ambientazione".
3) Bobby Quintana: probabilmente questo albo verrà ricordato più per lui che per la storia in sè, che è funzionale soprattutto alla presentazione di Ixtlàn!

Per il resto, la storia si mantiene su livelli buoni ma non eccelsi; la trama generale, a parte alcuni, significativi colpi di scena (la morte della madre di Bobby, la fuga di Ixtlàn), non si discosta eccessivamente dal modello "Dampyr va a cercare il Maestro-Dampyr incontra il personaggio "locale" di turno-Dampyr uccide l'avversario"; ci sono tuttavia tutti i presupposti perchè si migliori anche da questo punto di vista!

PERSONAGGI

Ixtlàn: Questo Maestro della Notte ha dalla sua una caratteristica che non abbondava certo in molti altri Arcivampiri incontrati in precedenza: l'astuzia. Sì, se l'enigmaticità e la imperscrutabilità sono proprie di Draka, la forza e la abilità di Vathek, la malvagità allo stato puro di Nergal, Ixtlàn rappresenta il Maestro-tipo che preferisce l'uso del cervello a quello della forza, di cui è comunque abbondantemente dotato. Le sue rare apparizioni all'interno dell'albo lo classificano già come un tipo sprovvisto della antipatica sicumera di molti altri Maestri, che sentivano il bisogno di essere sempre al centro della scena (Gorka, Vurdalak ecc...); Ixtlàn ha tutt'altro modo di agire, e non è affatto detto che ciò non gli procuri risultati migliori dello scontro diretto.

Echeverria "El brujo": Boss criminale e vampiro di Ixtlàn, Echeverria ricopre il ruolo del vampiro spaccone affidato in molti numeri precedenti agli arcivampiri; ciò lo rende, a differenza di Ixtlàn, un personaggio non proprio originale. Che "El brujo" sia un esaltato è evidente già dalla prima vignetta; il fatto che il Maestro lo abbia scelto non è dovuto tanto alla sua abilità, quanto alla fama che si è creato con i suoi sacrifici umani. In ogni caso, Ixtlàn non ci penserà due volte ad abbandonarlo al suo destino non appena si sarà reso conto che le sue capacità non possono essergli utili.
Dicono di lui:
Ixtlàn: "Sei proprio una delusione, Brujo! In te sono rimaste troppe caratteristiche umane, come la stupidità e l'arroganza dei perdenti!" "Sei un perdente, Brujo! Un perdente!"
Rubio e altri boss criminali: "Chi ha esagerato è lui! Quel pazzo tossicomane!" "Ramon Echeverria è figlio di una Bruja, e ha preso tutto da sua madre!"
Gordo: "In giro si dice che ha venduto l'anima a Satana! Fareste bene a starne lontani!"
Harlan: "Echeverria era solo un semplice schiavo!"

Bobby Quintana: Il "supersbirro" colombiano figurerà certamente come uno dei più simpatici piedipiatti mai apparsi su Dampyr! Da una parte è schiacciato dalla consapevolezza di svolgere un compito arduo e difficile, anche al di fuori dell'ambito lavorativo (proteggere la madre, ad esempio), dall'altra invece si dimostra in grado di smorzare la tensione con una battuta, quando ce ne sia bisogno. E' certo che sentiremo ancora parlare di questo personaggio, che in questo albo è riuscito a raggiungere il ruolo di "comprimario" vero e proprio!
Dicono di lui:
Otero: "Bobby Quintana, il supersbirro...dì addio alla vita, eroe!"

Otero: Anche questo seguace di Echeverria non si discosta di molto dalla figura del vampiro vanaglorioso e (troppo) sicuro di sè: il fingersi ferito dai proiettili sparatigli addosso e la continua ostentazione di una eccessiva sicurezza (che contribuirà ampiamente alla sua prematura dipartita!) sono comportamenti che rientrano perfettamente in questo filone.
Dicono di lui:
Bobby: "Il rischio di un incontro ravvicinato con la legge non lo preoccupa neppure di striscio!"

Madre di Bobby: Evidentemente questa anziana ma determinata donna deve aver trasmesso gran parte del suo carattere al figlio! E' certamente un personaggio marginale, ma ben riuscito (per alcuni versi assomiglia alla madre di Kuno vista nel n.7); la sua morte rappresenta un buon colpo di scena all'interno della storia.
Dicono di lei:
BobbY: "E' una donna troppo orgogliosa e testarda per farsi intimidire dagli assassini della milizia"

Gordo: Personaggio sicuramente pittoresco, data la moltitudine di tatuaggi sparsa per tutto il corpo (che offre anche la possibilità di allestire una serie di "siparietti" comici, si veda pag. 51 o Tesla a pag. 85), Gordo sarebbe da ricordare soltanto per il suo aspetto! Per il resto, è un personaggio abbastanza riuscito, anche se non si capisce come non abbia cercato di tradire Bobby già in precedenza....
Dicono di lui:
Bobby: "Il migliore sulla piazza" "Mi ha dato sempre soffiate esatte! E poi è ancora vivo dopo dieci anni di questo lavoro! E' un record!"
Harlan: "Tu non collabori solo con i buoni! Vendi notizie anche ai cattivi, non è così?"
Ixtlàn: "Ti fidi di quel panzone, Brujo?"
Echeverria: "Ci sarà utile"

AMBIENTAZIONE
In "La milizia oscura" Colombo propone una cornice alla storia veramente interessante, che non ha nulla da invidiare alla storia in sè. Le tematiche principali sono principalmente tre:
-Situazione disastrata delle periferie: Pur non citando direttamente il fenomeno delle favelas (rappresentate solo a pag. 34, prima vignetta),  Colombo presenta, per bocca di Bobby, una situazione che probabilmente non si discosta molto dalla realtà sudamercana. Nel breve "giro turistico" per i vari quartieri, si possono notare i vari problemi che affliggono queste zone della città: prostituzione, atti di criminalità, autobombe: ha ben ragione Harlan ad affermare a pag. 37 "sembra un paese in guerra"!
Ironia della sorte, le uniche infrastrutture esistenti sono state costruite dai capi criminali in gran parte responsabili della situazione insostenibile; quasi a beffa della povera gente, uno (Echeverria) si candida alle elezioni, un altro (Rubio, mi sembra) si fa realizzare una statua di "benefattore dell'umanità".
-Malavita: Essendo una storia incentrata su un boss criminale, è chiaro che il mondo della malavita occupi una parte consistente dell'albo. Non è la prima volta che succede, ma in questo albo in particolare Colombo sottolinea il "fascino" che la professione di sicario per conto dei vari boss esercita verso i giovani; la storia del fratello di Bobby, Felipe, ed il suo triste epilogo sono solo una faccia di un mondo spietato con chi non si dimostra all'altezza del compito affidatogli (come succederà anche per Echeverria) e che tuttavia è l'unica strada per ottenere quella agiatezza economica di cui gli abitanti delle periferie hanno a disposizione solo le briciole. Per un fumetto è difficile trattare tematiche sociali? Beh, a quanto sembra, direi proprio di no.
-Milicia civil: Chiamate anche "Squadroni della morte", queste bande organizzate di cittadini che decidono di farsi giustizia prendendosela con persone la cui unica colpa è il non essere abbastanza forti per difendersi, sono un problema anche nel mondo reale: ampiamente tollerate dagli organi ufficiali, tali squadre, ben lungi dal combattere i veri criminali, colpiscono bersagli alla loro portata: ragazzi di strada o abitanti delle favelas. In questo caso sono i vampiri di Echeverria che fingono un attacco nello stile della "milizia" come copertura per un attacco mirato alla casa di Bobby.

Colombo evidentemente ha lavorato molto sulla ambientazione colombiana: il risultato non può che essere positivo!

DISEGNI
Come al solito, Genzianella ha svolto un lavoro più che soddisfacente. Il suo tratto sottile ha reso in modo ottimale la apparizione di Ixtlàn, mentre vacilla in alcune scene d'azione, con molti personaggi in gioco (l'arresto di Otero a pag. 26 e in parte l'assalto alla raffineria di cocaina a pag. 66) e nell'uso, in alcune vignette, degli effetti luce-ombra, che, come avrò ripetuto qualche migliaio di volte, mi sembra più adatto nelle sue storie fantasy ("La luce nera", ad esempio). D'altra parte la fisionomia dei vari personaggi, e soprattutto quella dei protagonisti, è resa benissimo.

COPERTINA
Non male, anche se raffigura una scena di secondo piano nella storia; forse i vampiri vestiti da Milicia Civil sono più pittoreschi!


VOTO DA 1 A 5: 4.5 Una storia che si distingue per l'ambientazione e per l'entrata in scena di un Maestro nuovo in tutti i sensi!

LA FRASE: "Nelle periferie della mia città non è bello vivere, figuriamoci morirci!..."
(Bobby Quintana ad Harlan)