IL GIARDINO PROIBITO
In un giardino nel centro di Praga, tre statue maledette aspettano il momento del risveglio....


TESTI: M. Colombo - A. Baggi
DISEGNI: A. Baggi
COPERTINA: E. Riboldi

Questo numero di Dampyr inizia bene: il prologo, se così si può chiamare, della storia, col monologo di Tesla ed il suo incontro con gli spacciatori, è stuzzicante e aiuta a capire un poco di più sul carattere della nostra vampira preferita.
L'idea delle statue maledette che si risvegliano è a prima vista banale, ma tale idea viene espressa con sfumature a mio parere anche originali, in particolare con il personaggio di Aloysius, alchimista "buono" ma in possesso di conoscenze arcane e pericolose.
Anche se ne ho decantato le lodi, questo albo non è affatto privo di difetti, che gravano pesantemente sulla sua valutazione finale: in particolare il modo con cui le statue vengono sconfitte ed il patto di Tesla con le forze demoniache mi sembra una soluzione di ripiego, tirata per i capelli in tutta fretta (forse anche perché mancavano poche pagine alla fine dell'albo!), in mancanza di altre idee magari più originali. 
Risultato di tutto ciò è la presenza di alcune contraddizioni non risolvibili facilmente e che rendono assurda la parte conclusiva della storia. In particolare, il demone-ratto che si "converte" alla causa di Harlan spinto dal filosofico discorso di Tesla mi è sembrato assolutamente ridicolo....Peccato, perché si poteva ricavare una delle storie più avvincenti realizzate fin ora.
I disegni nell'insieme sono fatti bene, soprattutto per quanto riguarda i primi piani, mentre le espressioni da una visuale più lontana sono meno evidenti. Ho notato anche che Caleb è decisamente molto diverso da come lo si è disegnato in precedenza!
L'epilogo, infine, porta a sperare una continuazione della storia ed introduce una ragazza appassionata di occultismo di cui credo sentiremo parlare prima o poi......magari non proprio nel prossimo numero, che sembra promettere bene...

VOTO da 1 a 6: 3.5 La storia è stata molto penalizzata da alcuni pesanti difetti. Diciamo che la seconda parte è quella, a mio parere, peggiore, mentre i monologhi di Tesla sono veramente notevoli e da soli meriterebbero ben più di un 3.

LA FRASE: "E' qui che la notte spalanca le sue ali, e la vita che vivo mi basta, e la morte diventa un piccolo incidente lontano......e vorrei che qualcuno mi abbracciasse"   (Tesla da sola in giro di notte nella periferia di Praga)