GLI AMMAZZAVAMPIRI
Nella città fantasma di Druro, gli eccentrici "vampiri" uccisi da una setta di fanatici troveranno la loro vendetta.....


TESTI: M. Boselli
DISEGNI: L. Rossi
COPERTINA: E. Riboldi

Prima di leggere "Gli ammazzavampiri", ritenevo con una certa sicurezza che questo albo potesse risaltare come uno degli albi "storici" di Dampyr. Così non è successo. Per carità, una storia che comunque mi è piaciuta, ma mi ha piuttosto deluso rispetto alle aspettative. Peccato, anche perché il titolo è davvero azzeccato (quell'"ammazza" suona davvero bene!), la copertina è realizzata davvero bene (a parte il solito Harlan fisso come un baccalà) e i disegni di Rossi sono stupendi come al solito. Stavolta però il problema non è la trama dispersiva o incapace di "contenersi", bensì la presenza di alcune rilevanti contraddizioni (fra cui la sorprendente naturalezza con cui Stacy e Jeffrey trattano gli "hunters", dopo che sono venuti a conoscenza dei loro delitti) e, soprattutto, la mancanza di una caratterizzazione precisa dei personaggi: la personalità dei "vampiri" viene analizzata pochissimo, si fa intendere soltanto che sono un po' fuori di testa, per non parlare degli "hunters", descritti quasi come un'unica entità, ad eccezione del professor Thurston e di Gerald. Esattamente il contrario del numero precedente, dove ogni individuo possedeva proprie caratteristiche e personalità, a scapito della trama, che presentava dei "buchi" abbastanza estesi. Qui accade il contrario: "plot" ben strutturato (Tesla è sensazionale!), delle trovate semplicemente geniali (una fra tutte, presentare agli "hunters" vampiri "tradizionali": noi lettori sappiamo che la realtà è ben diversa e ce la ridiamo!), ma una buona parte dei personaggi piuttosto "piatti". Gli albi migliori di Dampyr (Fra tutti, "Sotto il ponte di pietra") sono quelli che uniscono ad una trama interessante dei personaggi ben definiti, con una propria personalità, in modo tale da uscire dall'anonimato e risultare ben riconoscibili di fronte al lettore. In definitiva, gli "Ammazzavampiri" rimane senza dubbio un albo più che buono, ma certamente non rientrerà fra le storie migliori di Dampyr. Peccato, un'occasione persa.

 

VOTO DA 1 A 6: 4.5  Buona la trama e i disegni, ma esistono alcune incongruenze e i personaggi non vengono caratterizzati a dovere. Peccato!



LA FRASE: "Il vecchio villaggio di Druro! Era scomparso da secoli, ma stasera è tornato....per noi!
(Uno degli "hunters" all'entrata della città fantasma)