L'ULTIMA
NOTTE
TESTI:
D. Cajelli 
DISEGNI: F. Bartolini
COPERTINA: E. Riboldi
Questo
numero è particolarmente importante perché segna l'approdo su Dampyr di un
nuovo disegnatore (Fabio Bartolini) e un nuovo sceneggiatore (Diego Cajelli).
Per entrambi il primo lavoro si è dimostrato più che buono, realizzando una
storia che non parla di vampiri ma che si dimostra comunque interessante. Ci sarebbe
da parlare a lungo su questo numero, tuttavia è meglio parlare di pochi,
precisi punti, a cominciare dal personaggio di Yaceck.
Rispettando la "tradizione" dampyriana che mostra molta cura nella
costruzione della personalità dei personaggi, il malinconico e allo stesso
tempo spavaldo killer viene posto come il "grande burattinaio" che si
serve di tutti gli altri protagonisti per raggiungere il suo scopo: Birtek,
Adara, Richter, lo stesso Harlan, tutti vengono ingannati, tutti fanno la figura
di semplici strumenti utilizzati da Yaceck per farsi uccidere eliminando così
la maledizione che grava su di lui. La trovata delle pallottole a salve fa
restare a bocca aperta, non tanto per l'espediente in sé, ma per la sua
collocazione e per la sua sostanziale imprevedibilità, considerate le premesse
della storia. Yaceck appare un uomo rassegnato al suo destino, piuttosto che uno
risoluto a farla finita con tutto pur di affrancarsi dallo spirito che lo
tormenta. In mezzo a tanta abilità nella sceneggiatura, stona terribilmente
l'elaboratissimo piano di Yaceck, proprio per la sua eccessiva complessità e
quindi inverosimilità: non credo che basti spargere banconote a destra e a
manca per far girare delle voci che danno il falso soprannome di
"vampiro" a un boss (Birtek) che ha rilevanza nella storia solo per
essere uno dei "datori di lavoro" di Yaceck; ancora più dura da digerire è
che queste voci abbiano ingannato persino Caleb e l'Interpol. Non sapevano che
"il vampiro" era in realtà Yaceck? O addirittura ignoravano la sua
esistenza? Mi sembra molto improbabile. Tuttavia ho apprezzato il tentativo di
fornire una spiegazione precisa sul motivo che ha spinto i nostri eroi a recarsi
ad Istambul: nello scorso numero, ad esempio, tale chiarimento non è stato
dato!
Per quanto riguarda i disegni, non si può far altro che giudicare positivamente
l'esordio di Bartolini su Dampyr: le tavole sono realizzate con una precisione e
una nitidezza impeccabili. C'è da notare che il tratto è molto simile a quello
di Majo: si tratta di una scelta volontaria o di una tappa per raggiungere uno
stile completamente personale?
Continua il periodo positivo di Riboldi: sebbene qualche lettore potrebbe non
gradire l'Harlan disegnato di profilo, la copertina de "L'ultima
notte" riesce a rappresentare non solo una parte fondamentale della trama,
ma anche a trasmettere un po' della suggestiva atmosfera della città
turca!
VOTO DA 1 A 6: 5 Il doppio esordio di Cajelli e Bartolini non può che essere accolto favorevolmente! Vedrete, faranno ancora parlare di loro......
LA FRASE: "Credo che sia finita una storia d'amore, o una maledizione,
vedila come vuoi. Spesso, alla fine, non c'è molta differenza..."
(Il commento di Harlan alla fine della storia)