VATHEK!
TESTI:
M. Boselli
DISEGNI: M. Dotti
COPERTINA: E. Riboldi
Dopo la grande
prestazione di Cajelli, ecco un altro numero davvero niente male, anche se
l'ambientazione è del tutto diversa! Come già largamente annunciato, il
temutissimo Maestro della Notte Vathek torna a farsi sentire, dopo la sua
entrata in scena in Namibia (N. 6-7). Questa volta, però, il campo di battaglia
è l'Angola, paese tormentato da una lunga lotta per l'indipendenza e una ancor
più lunga guerra civile. Impressionante è il realismo con cui Boselli ha
rappresentato la realtà angoliana, mettendo in risalto tutti i problemi causati
dal conflitto, dalle mine antiuomo agli immancabili giochi di potere da parte
delle potenze mondiali; per raggiungere lo scopo rimette in pista il Medical
Team e fa comparire per la prima volta la fidanzata "locale" di Arno,
la bella mulatta Margarida. Particolarmente accentuato, ancora più che ne
"I ribelli", è il tema di denuncia della situazione che una guerra
inevitabilmente comporta: questo non significa però introdurre un certo
manicheismo buonista che mal si adatterebbe con la trama, anzi, si tende a
sottolineare, attraverso le voci dei vari personaggi, che il conflitto non può
far altro che logorare chiunque, sia esso civile, soldato o ribelle. Tutti ne
hanno decisamente abbastanza, questo è il messaggio che si vuol far giungere al
lettore, e solo chi occupa i vertici del potere (vedi Vathek) ha interesse che
la carneficina continui. La cessazione delle ostilità da parte del capo
guerriero ribelle Pede-A-Vida e il tradimento del proprio Maestro da parte del
vampiro Manoel ne sono un chiaro esempio. Nonostante queste considerazioni, è
ovvio che gente che è nata e cresciuta nel bel mezzo della guerra non può
essere tutta composta da stinchi di santo: eloquente è l'esempio del generale
Wala, favorevole alla pace ma "moralizzatore a colpi di Ak-47", che
perciò non esita a sparare su dei criminali (rivelatisi poi vampiri) che si
erano, in un primo momento, arresi.
Ad un'ottima sceneggiatura si accompagnano ottimi disegni: con una abilità ed
un realismo invidiabili, Dotti non solo ha riprodotto il paesaggio africano in
maniera superba, ma ha anche rappresentato egregiamente lo scontro finale fra
Vathek e Harlan + Kurjak, soprattutto per quanto riguarda l'ambientazione
illusoria prodotta dal Maestro della Notte; se quest'albo è abbondantemente
positivo buona parte del merito va a lui.
Ciò che non brilla particolarmente in questo numero è Riboldi: dopo gli ottimi
lavori del N. 38-39, qua viene rappresentata una copertina che, pur mostrando un
Harlan decisamente meno statico rispetto alla media, non mostra molto al lettore
se non Harlan e Kurjak ferito posizionati al centro.
VOTO DA 1 A 6: 5 Ottimo ritorno del temibile Vathek, con una stupenda cornice angoliana. Apprezzabilissimo il realismo dei testi e dei disegni.
LA FRASE: "Noi abbiamo avuto quindici anni di rivoluzione e ventisette di
guerra civile!... Non c'è da nessuna parte una guerra più sporca della
nostra!"
(Olindo che parla della guerra civile in Angola)