L'UOMO
DI BELFAST
TESTI: A.
Ostini
DISEGNI: G. Bruzzo
COPERTINA: E. Riboldi
Dopo
tanto tempo, ecco che i nostri eroi tornano nel Regno Unito, cosa che
non
dovrebbe mancare di procurare trepidazione ed attesa ad ogni dampyriano
D.O.C.,
dato che là, in terra gallese, si nasconde la affascinante Maestra
Amber
Tremayne, apparsa solo una volta (nel n. 3 "Fantasmi di sabbia", per
la precisione") ma che ha subito appassionato i lettori.
Bene, in questo numero NON ritroveremo la nostra bella vampira (che
ritornerà
soltanto nel prossimo numero), ma in compenso avremo occasione di
vedere Harlan
e Kurjak nella loro prima trasferta in Ulster.....e l'avvento di un
nuovo
sceneggiatore (Ostini) e di un nuovo disegnatore (Bruzzo). Uno
spumeggiante
successo come Cajelli & Bartolini? Non esattamente, ma l'albo è
ampiamente
positivo e si colloca sicuramente almeno nella media delle storie già
uscite.
La scelta di far svolgere questa avventura in Ulster non è
assolutamente
casuale. Ulster significa innanzitutto "questione irlandese", Ira,
occupazione inglese.....era ovvio che in una storia ambientata in
questa regione
non sarebbero mancate citazioni storiche, e magari qualcosa in
più.....Questo
"qualcosa in più" è rappresentato dal professor Heany, o più
semplicemente il "Professore", collaboratore dell'Ira ma fermamente
convinto della impellente necessità di una riappacificazione fra
cattolici e
protestanti. La questione irlandese viene affrontata in modo
eccellente: le
reminescenze del Professore sono decisamente evocative, e mostrano
senza peli
sulla lingua i soprusi commessi dalle forze inglesi nei confronti di
manifestanti e semplici cittadini. Allo stesso tempo Harlan mantiene la
sua
posizione di equilibrio e non si sbilancia su questioni davvero troppo
complesse
da affrontare approfonditamente in un fumetto di 98 pagine; tuttavia il
nostro
eroe non rimane neutrale a tal punto da non sapere riconoscere chi, in
questa
storia, sta facendo di tutto perché la pace rimanga un utopia a Belfast
e
dintorni. In definitiva, se il crudele vampiro Lester e il Professore
sono l'uno
la nemesi dell'altra, Harlan si allea con quest'ultimo per eliminare
una grave
minaccia, e non per una sua improvvisa conversione alla causa
unionista!
Parlando finalmente della storia vera e propria, si può dire che, da un
soggetto non proprio originalissimo (il vampiro da ammazzare ed il suo
Maestro
che osserva la scena da dietro le quinte era già stato proposto in "La
milizia oscura", anche se in quel caso la sceneggiatura era di
Colombo), si
arriva a costruire una sceneggiatura piuttosto piacevole, in cui i
massacri di
Lester e i suoi si alternano alle indagini di Harlan e il Professore.
Qualcuno
ha osservato come il personaggio del giornalista Coppinger risulti un
po'
piatto....personalmente non condivido questa opinione, anche se egli
rimane
sempre in secondo piano. La figura del Maestro senza nome è
decisamente
affascinante, sebbene compaia in poche vignette, e il comportamento
(all'apparenza??) calmo e flemmatico lo fanno assomigliare proprio ad
un
raffinato Lord inglese...che sia questa la sua "copertura"?
Parlando dei disegni, devo ammettere che non mi hanno esaltato
tantissimo (anche
se le tavole di pag. 12-13 sono eccellenti, così come la
rappresentazione delle
scene di pioggia), per due motivi: innanzitutto, Kurjak ha una
rassomiglianza
davvero troppo evidente con Mister No; inoltre, in alcuni casi il
tratto appare
decisamente, come dire, "pesante".
Ottima la copertina di Riboldi: il riuscitissimo dinamismo di tutti i
personaggi
mostra quali picchi di eccellenza può raggiungere questo disegnatore.
VOTO DA 1 A 6: 4.5 D un soggetto non proprio originalissimo si riesce a costruire una sceneggiatura interessante. Ottima la trattazione del problema irlandese. Disegni non superlativi ma eccellente la copertina.
LA FRASE: "...e mentre cattolici e protestanti camminano guardinghi,
costeggiando ciascuno i quartieri dell'altro, stando bene attenti a non
sconfinare... una volta arrivati a casa, si scaldano con le stesse
identiche
zolle nerastre, intrise indifferentemente del sangue mescolato di
"fratelli" e "nemici"."
(Il Professore ad Harlan)