IL
CASTELLO DI BARBABLU'
TESTI:
M. Boselli
DISEGNI: A. Bocci
COPERTINA: E. Riboldi
Una
buona copertina di Riboldi presenta questo nuovo albo, che presenta una
impostazione decisamente storica. Il mescolare storia e fantasia pare si addica
a Boselli, che utilizza la figura di Rudolf Hesse come collegamento fra i Lupi
Azzurri e l'Asia centrale, probabile sede di Draka e della mitica città perduta
di Agarthi. A proposito del padre di Harlan, si fa sempre più consolidato il
sospetto (già formatosi all'epoca del n. 20) che Draka si stia in qualche modo
servendo del figlio per raggiungere un qualche imprecisato scopo, ma è presto
per dire di più: forse si potrà azzardare qualche ipotesi quando avremo saputo
qualcosa di più sulla Temsek e sul Maestro della Notte Marsden.....
Parlando dell'albo in questione, il giudizio non può che essere abbondantemente
positivo, in particolare per quanto riguarda le rimembranze storiche: la seconda
guerra mondiale e gli intrighi di alcuni potenti inglesi (in primis la famiglia
nobile dei De Vere) per una pace separata con la Germania appaiono
particolarmente stuzzicanti, al punto da rubare la scena alla storia vera e
propria, che in realtà non risulterebbe altrettanto eccellente se considerata
da sola. In particolare è interessante osservare lo sviluppo dell'amicizia
(finita, ahimè, in modo tragico) fra Christian De Vere e la giovane spia del
SOE, Nigel.
La scelta di lasciare a Bocci il compito di disegnare la quarta storia che mette
in gioco i Lupi Azzurri era più che doverosa, dato il suo ottimo esordio con
"Il mare della morte"; anche con "Il castello di Barbablù"
ha dimostrato le sue doti nel disegno, che si fa apprezzare per una raffinata
accuratezza: non può che fare piacere il fatto che questo disegnatore sia
entrato a far parte dello staff di Dampyr!
VOTO DA 1 A 6: 5 Un'ottima cornice storica accompagna questo albo, la cui bontà è data anche dagli ottimi disegni di Bocci!
LA FRASE: "Qui è morto mio padre e qui morirò io...anche stanotte, se
questo è il mio destino!"
(Christian De Vere durante l'attacco al castello)