I DELITTI DI SHEFFIELD
TESTI: M. Boselli
DISEGNI: F. Bertolini
COPERTINA: E. Riboldi
VOTO DA 1 A 6: 4 Un giallo intrigante e anche bello da leggere, almeno
fino a che non arrivano Harlan e soci a far la parte degli sprovveduti....
Decisivo miglioramento di Bartolini ai disegni.
Come sostiene il grande Sherlock Holmes, dopo che si sono scartate tutte le
ipotesi impossibili, quella che rimane, seppur improbabile, risulterà
essere la soluzione dell'enigma.
Infatti, nel corso di questa storia Dampyr si tinge di giallo, e alle
indagini dei "nostri" per scoprire il misterioso Maestro che controlla
la Temsek, un insospettabile serial killer è tornato per risolvere il
problema in maniera molto più netta e veloce; il fanatico giornalista -
serial killer Jeff Carter / Samuel Eardley riesce ad ingannare proprio
tutti, Temsek compresa, e mentre i vari capoccioni della fabbrica tramano
intrighi contro Harlan e soci, lui ha il tempo di estorcere informazioni
sui sistemi di allarme della Temsek, per poi successivamente riempirla
di tritolo, e, nel tempo libero, riesce pure a "risolvere" a colpi di
coltello qualche "piccolo" conto in sospeso con alcuni abitanti della
pacifica città di Sheffield, il tutto senza essere minimamente sospettato
nè da Harlan, nè tantomeno dalla Temsek, che anzi ha l'ordine di trattarlo
con i guanti!
E' chiaro che l'albo, pur essendo stato presentato come il numero che
avrebbe preannunciato il ritorno della Temsek, per una buona metà è
dedicato alle imprese di questo nuovo personaggio, che ha proprio l'aria
di essere uno che non mancherà di comparire sulle future pagine di Dampyr!
Un Dampyr con "tonalità" da giallo in effetti mancava da un po' di tempo
e fa sempre piacere leggerne uno, specialmente se costruito decentemente
come questo.
L'identità del seral-killer non viene mai rivelata clamorosamente, ma
solo suggerita da piccoli, minuscoli indizi che solo un lettore attento
potrebbe cogliere; soltanto con la morte di Jeremy i sospetti diventano
certezze vere e proprie, anche perchè non c'è più nessuno da sospettare!
Parlando del ruolo dei nostri eroi, devo ammettere di toccare un tasto
dolente: è da un po' di tempo (cioè, albi) che Harlan e compagni si
comportano eccessivamente da spavaldi (leggi: sprovveduti) di fronte ai
pericoli che gli si pongono davanti. E non mi dite che organizzarsi di
fronte all'incognito significa portarsi dietro Tesla come guardia del corpo:
non è possibile che all'appuntamento notturno, che avevano già immaginato
essere una trappola, si facciano fregare in questo modo dagli agenti della
Temsek, e meno male che Tesla non si era fatta "bucare" dagli altri sicari, altrimenti Harlan e
Kurjak sarebbero già diventati cibo per pesci; come non è possibile che
nessuno del gruppo pensi di indagare sul fantomatico giornalista dal cuore
d'oro che procura informazioni e pass senza chiedere nulla in cambio.....
a maggior ragione se i sospetti erano già spuntati nelle testoline dei
nostri eroi. Non si può liquidare la questione con un "vabbè, è simpatico,
l'istinto mi dice che possiamo fidarci di lui, se non è vero ti pago una
birra!" cavoli, un minimo di diffidenza non guasterebbe, e non guasterebbe
nemmeno qualche ricerca in più, come ha fatto la detective Ann.....
accidenti, il fatto che un poliziotto debba insegnare a dei duri come
Harlan e soci come ci si comporta in certi casi è come dire che Scotland
Yard risolve il caso prima di Sherlock Holmes!
Per quanto riguarda i disegni, non si può che essere soddisfatti dell'
evoluzione del tratto di Bartolini alla sua seconda prova su Dampyr:
particolarmente positivo il fatto che questo disegnatore abbia elaborato
uno stile tutto suo e che non si notino più quelle somiglianze un po' troppo
accentuate con lo stile di Majo. Bene!
Pare proprio che anche per Riboldi sia un periodo in ascesa: una bella
copertina che mostra la nostra Tesla "azzurra" per il riflesso dell'acqua
(anche se non capisco come mai Harlan abbia invece la pelle normalmente
bianca...bah) è quello che ci vuole per suggestionare i lettori!
LA FRASE: "Loro erano colpevoli. La legge non li ha puniti ma qualcuno
doveva pur farlo... Il mondo sarà un po' meglio senza di loro... almeno un
po'..."
Il giornalista e serial-killer Jeff Carter / Samuel Eardley parlando delle
sue vittime.