.LA COLONNA INFERNALE


TESTI: M. Boselli
DISEGNI: Majo
COPERTINA: E. Riboldi


Non nascondo che questo numero fosse molto, ma molto atteso dal sottoscritto, assieme, ovviamente, a quello successivo (il cinquantesimo, per chi non lo sapesse!): ciò che lo rendeva così appetibile era sia il ritorno ai disegni di Majo che l'arrivo di un nuovo soggetto "storico", tipologia già collaudata con alto successo con "I lupi mannari" e in parte con "La leggenda di Amber"/"Il sigillo nero". Pur non raggiungendo la perfezione, questo numero ha centrato l'obiettivo di unire storia e fantasia, realtà e mito: sia la sceneggiatura che i disegni rendono bene la nuova ambientazione storica che Boselli ha deciso di rappresentare in questo albo. L'abbondante presenza di personaggi e l'abile gestione di ciascuno di essi permette di fornire il giusto spazio a ciascuno di loro e mostrarne le caratteristiche senza che la trama ne risenta. Come tutte i numeri ad ambientazione storica, questo è un albo denso, densissimo di particolari, ma, ed è questo il bello, la lettura è scorrevole, i dialoghi sono descrittivi senza essere ingombranti, c'è una impressione generale di lavoro ben fatto.
Senza contare la ambientazione nella Francia della rivoluzione, molto, ma molto aiutata dall'ottima gestione dei personaggi: c'è di tutto, dalla spia rivoluzionaria che finge di essere, come si suol dire, più realista del re, al libertino Valmont che combatte a fianco degli Chouans, dal commissario Barrier, furbo, ma non abbastanza, al capitano rivoluzionario Gerard, fedele alla repubblica ma non privo di scrupoli morali.
A questo punto uno potrebbe chiedersi "Che fine hanno fatto Harlan e compagni?". Li ritroviamo qua e là, durante le pause del racconto di Araxe, ma è chiaro che il loro ruolo nella storia è di secondo piano, più defilato, e il breve momento di azione riservato ad Harlan durante il combattimento con l'armata di Erlik non basta per nascondere il fatto che in questa storia il nostro Dampyr ha perso l'aura del protagonista lasciando la scena ad Araxe e ad Erlik Khan; il che va anche bene, per certi versi, ma il finale, comprensivo di scaramuccia, riconoscimento dei vecchi amici da parte di Araxe e successiva, chiamiamola così, "liberazione", mi è sembrata un po' sottotono rispetto alla vicenda storica. Per non parlare della presenza del professor Milius e del professor Richards, che con l'intera vicenda c'entrano come i cavoli a merenda.
In definitiva, potremmo paragonare questo numero di Dampyr ad un panino: la parte più gustosa sta nel mezzo!


PERSONAGGI:

Hans Milius: E' sempre bello rivedere dei personaggi come Milius, su questo non c'è dubbio, però avrei preferito un ruolo un poco più attivo, altrimenti la sua presenza, come è successo in questo caso, non appare granchè giustificata.

Prof. Richards: Stesso discorso per il professor Richards, un vero pesce fuor d'acqua; la sua presenza è utile solo per finalità "narrative".

Araxe: Assieme ad Erlik Khan e Philippe, sono i veri protagonisti della vicenda; la bella vampira è vista in un'ottica decisamente diversa rispetto a quando era addormentata: prima si sottolineava la sua debolezza e la sua scelta del letargo non comune ai Maestri della Notte, ora essa sta assumendo caratteristiche che la avvicinano molto ad Amber e, in generale, agli altri Arcivampiri. La pecorella smarrita è tornata all'ovile!

Victor: Non combina niente, ma, in quanto fedele servitore di Araxe, la sua presenza è indispensabile!

Capitano Gerard Descriéres: Figura di secondo piano, ma comunque interessante. Amico e compagno d'arme di Philippe sotto l'esercito della Rivoluzione, Gerard appare un uomo disincantato, che non approva i massacri della guerra, ma, un po' per disillusione, un po' per desiderio di fare carriera, preferisce stare a guardare e non discutere le scelte dei superiori.

Capitano Philippe Moulins: Disertore per scelta, Chouan per forza, Philippe Moulins si trova a combattere, all'interno dei due opposti eserciti, una guerra che considera inutile e cruenta. Tuttavia, pur non rinnegando completamente le idee della Rivoluzione, si affeziona ai suoi nuovi compagni di battaglia, che trova più umani dei pomposi e spietati generali repubblicani. Idealmente con la rivoluzione, umanamente con gli Chouans, almeno questo è quello che mi è sembrato di capire dal cuo carattere. E' attorno a questo personaggio che ruota tutto il racconto di Araxe, e rischia seriamente di mettere Harlan in secondo piano!

Commissario Barrier: Feroce commissario con poteri speciali su tutta la Vandea, Barrier è l'altra faccia della rivoluzione, il personaggio senza nè fedi nè ideali, se non quella di fare carriera a qualunque costo. Ispirato al realmente esistito commissario Carrier, anch'esso tristemente conosciuto per la sua crudeltà, dimostra di possedere una certa arguzia, che lo porta a scoprire la vera identità di Araxe, anche se ciò non gli basterà per evitare la morte.

Tranche-Montagne: Capo della piccola banda di Chouans di cui fa parte anche Philippe, Tranche-Montagne è un personaggio che svolge sì un ruolo importante ai fini della storia, ma, a mio giudizio, non particolarmente accattivante;  personaggi come Sorcier, risultano essere più interessanti di lui pur avendo un ruolo meno rilevante nella storia.

Sorcier: E' uno dei capi degli Chouans e probabilmente uno dei personaggi che meno si potranno dimenticare. La clemenza convive con il suo spirito combattivo, l'amore per Solange si mescola con i propri ideali.......la personalità di Sorcier è abbastanza strutturata, e ciò lo rende decisamente interessante. Peccato solo che il gran numero di personaggi presenti nella storia e la necessità di ritagliare uno spazio per ciascuno di essi abbia impedito un approfondimento in questo senso.

Antoine De Valmont: Principe libertino schierato dalla parte degli Chouan, Valmont è utile per definire le varie anime della "Controrivoluzione". Il principe Antoine, "miscredente e libertino" per stessa ammissione di Sorcier, è probabilmente quello che, a livello di pensiero, si avvicina di più alla Rivoluzione, pur combattendo contro di essa. Il suo ruolo nella storia, tuttavia, è minimo, in quanto verrà subito catturato e giustiziato.

Dottor Chastelet: Spia repubblicana infiltrata negli Chouans, il Chastelet sarà l'indiretto responsabile della morte di Sorcier e dell'Abbé de la Croix-Morne, due dei capi del movimento vandeiano; il suo ruolo è funzionale al tradimento degli Chouans, e perciò il suo profilo caratteriale risulta essere poco approfondito.

Pille-Miche: Uno dei luogotenenti di Tranche-Montagne, da citare per il forte legame con Philippe; sarà proprio lui a proteggerlo dalle accuse del Dottor Chastelet.


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AMBIENTAZIONE E VARIE:  Se volete saperne di più sulla Vandea, gli Chouans, le "Colonne Infernali" istituite dal generale Turreau e sulla Rivoluzione Francese in generale, potete andare su
http://www.storiafilosofia.it/rivoluzionef/1794.htmf dove troverete una precisa cronologia riguardante i principali eventi della rivoluzione, su
http://www.storialibera.it/indice_temi/epoca_contemporanea/la_rivoluzione_francese/la_vandea/ dpagina molto fornita con informazioni ed articoli di taglio perlopiù filo-vandeano, oppure su
http://www.cronologia.it/storia/biografie/vandea.htm  , che, al contrario, presenta articoli che non mancano di mostrare al lettore luci ed ombre della "controrivoluzione vandeana".
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DISEGNI: Majo è sempre in gamba. Basta guardare la prima vignetta di pag. 81, quella con l'esercito di morti di Erlik con le due avanguardie che  impugnano le lance con aria assassina, oppure l'ultima di pag. 51, che mostra l'esercito repubblicano e la chiesa in fiamme, oppure...insomma, mi avete capito. Tuttavia devo ammettere che questa, pur essendo comunque di alto livello, non è una delle sue prove migliori: avevo apprezzato tantissimo il muto combattimento fra cavalieri teutonici e mongoli del n. 21 "Transylvanian Express", per non parlare poi dell'intero n. 27 "I lupi mannari" di cui, ma lo avrete già capito, sono un grande appassionato.
Strana la raffigurazione di Erlik, molto diversa da quella proposta da Bocci e da Rossi; Majo gli dà un aspetto più nobile, quasi fosse un lord od un gran signore. Di primo impatto stupisce, non c'è che dire.


COPERTINA: Una buona prova di Riboldi, specialmente per i due soldati d'avanguardia, anche se qualche lettore storcerà il naso vedendo quell'Harlan girato da un lato......

 

VOTO DA 1 A 6: 4.5  Buona la parte storica, un po' meno quella dei giorni nostri, che si rivela essere un po' inconsistente.



LA FRASE: "La sola e autentica armata dell'Inferno!"
(Erlik Khan parlando del suo esercito di non-morti)

e anche: "Non hanno più nessun posto dove andare! Possono solo morire sulle punte delle nostre baionette!"
"Capitano Gerard parlando dell'armata della Vandea"